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Social media: la nuova frontiera della diplomazia

Il pensiero del “guru” dell’innovazione in campo mediatico alla Casa Bianca, Alec Ross

“Quando parlo con i nostri diplomatici spiego loro che non devono essere degli esperti di social media, ma se lavorano in una nostra ambasciata e soprattutto se ne dirigono una, devono incaricare qualcuno del proprio team che sappia cosa fare. (…) Non si tratta di parlare attraverso i social media o di “spingere” un messaggio, gli ricordo innanzitutto che hanno una bocca e due orecchie. I social media vanno utilizzati quantomeno per ASCOLTARE la gente perché questa è la maniera in cui parla la gente nel XXI secolo

“Io sono padre di tre bambini e non posso fare a meno di pensare che i miei figli stanno crescendo in un mondo nel quale gli errori non si dimenticano, nel quale ciò che una persona dice a 16 anni può diventare qualcosa di cui rammaricarsi a 26. Questo aspetto avrà un importante impatto sulla socializzazione e sulla cultura generale”

“Essere su Facebook e cliccare su “Mi piace” non basta per essere un attivista. Una cosa però che abbiamo potuto verificare durante gli ultimi due anni è che l’attivismo online fa aumentare l’attivismo nelle strade e la partecipazione delle comunità. Penso che la sovrapposizione fra mondo online e dimensione reale crescerà ancora”

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